In occasione dell’imminente festa della mamma abbiamo passato in rassegna le centinaia di maternità che la storia dell’arte ha celebrato.

A partire dalle statuette in terracotta di epoca preistorica passando alle Madonne e alle Pietà per arrivare alle provocazioni attuali sul tema (solo per citare due artistar contemporanee pensiamo a Marina Abramovic e Vanessa Beecroft) ci ha colpito l’incredibile attualità delle immagini realizzate a cavallo tra Otto e Novecento.

Le madri a cui pensiamo in questi giorni le abbiamo sorprendentemente ritrovate nei dipinti di artisti come Giovanni Segantini, Pellizza Da Volpedo, Gustav Klimt, Plinio Nomellini, Umberto Boccioni e Gino Severini. In un arco di tempo relativamente ristretto (meno di vent’anni l’uno dall’altro) e distanti da noi esattamente cento anni, questi artisti ci regalano un’immagine della maternità che ci appare senza tempo, perfettamente calzante a ciò che sentiamo noi oggi.

Non è un caso che artisti tra loro diversi abbiano sentito il bisogno di raccontare la complessità e le tante declinazioni che comporta l’essere madre: erano anni in cui la donna, prima solo nume del focolare, si affacciava con determinazione anche nel mondo esterno, consapevole di poter dare il proprio contributo.

Proviamo a osservare meglio questi dipinti.

Partiamo da Le due madri di Giovanni Segantini (1889) che si trova alla GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano: la provocazione è evidente, vero? Segantini realizzò un dipinto con un titolo che suscitò non poche polemiche all’epoca: le madri del dipinto sono due, le vedete? Coraggioso l’artista a sottolineare la fatica, la semplicità ma anche l’umilità di ogni madre. Quanto è attuale il carico di lavoro e il peso che grava ogni giorno sulle spalle delle madri? 

E ora guardiamo meglio l’opera di Giuseppe Pellizza da Volpedo: è il celebre Quarto Stato (1901) esposto al Museo del Novecento di Milano, di cui abbiamo isolato un particolare. La donna che vediamo avanzare con il suo bambino in grembo, alla pari degli uomini, reclama i suoi diritti, vuole far sentire la propria voce. E’ la stessa determinazione di tante madri di oggi, che vogliono essere ascoltate dalla politica e dalla società. 

Passiamo adesso al quadro che abbiamo scelto come immagine di apertura di questo post: è un’immagine iconica, molto nota e pubblicata, spesso utilizzata per celebrare la maternità ideale, in tutta la sua dolcezza e intimità. Si tratta di un particolare del dipinto Le tre età della donna di Gustav Klimt (1905) conservata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma: la madre qui appare quasi ‘fusa’ nella sua creatura, quasi in estasi. E come non pensare a chi, in questo periodo così particolare, trova rifugio, conforto, consolazione tra le pelli profumate del suo neonatino?

Con Prime Letture di Plinio Nomellini – sempre alla GAM di Milano – ci caliamo invece nel “mestiere di madre” che deve fare i conti con le mille incombenze di tutti i giorni e che qui appare ritratta mentre impartisce, in tutta calma, le prime nozioni di lettura a suo figlio. L’immagine evoca in tante di noi, lo scommettiamo, le acrobazie quotidiane (non così serafiche!) cui siamo sottoposte tra smartworking e homeschooling, con la didattica a distanza.

Invece nella Maternità (1909) di Umberto Boccioni collocata al MART – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto – troviamo la composta, quasi solenne dignità di una madre ormai anziana, ma non per questo meno amata. L’artista futurista ritrae qui sua madre avvolta in una luce calda, quasi in un abbraccio. Il ritratto ci evoca la dignità di tante madri che hanno sofferto per la lontananza e la solitudine di questi lunghi mesi. 

Infine, ecco la strepitosa Maternità di Gino Severini (1916), collocata al MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca di Cortona: ha tutta la potenza di una madre contemporanea – osservatene l’acconciatura e l’abbigliamento – mentre  ha preso una pausa per dedicarsi all’allattamento e alla cura di suo figlio. Ci porta alla mente la complessa arte della conciliazione che tutte le madri esercitano quotidianamante. 

Abbiamo deciso di celebrare la Festa della Mamma nel nostro giovedì dedicato all’arte e la pillola di Artness che vi proponiamo oggi è un duplice esercizio: sia che siate madri sia che non lo siate, vi chiediamo di mettervi in ascolto delle sei opere che vi abbiamo presentato. Quale, per voi, meglio risponde all’idea che avete di maternità? E ora fate uno sforzo: provate a cogliere, in ciascuna delle immagini, la “sfumatura” di maternità che rappresentano. Magari non è quella che preferite, magari non è quella che sentite più adatta a voi, però esiste e va accettata.