Sta capitando anche a voi, vero? Il libro è sul comodino ma non riuscite ad aprirlo oppure lo aprite ma poi vi ritrovate a leggere sempre la stessa frase, che vi appare vuota di significato. Eppure amate leggere, lo avete sempre fatto.  Che cosa sta succedendo? Qualcosa è cambiato: la lettura non ha più lo stesso sapore di prima.

I martedì di Artness Project saranno dedicati al benessere psicologico: abbiamo pensato di “prenderci cura” della lettura.

Leggere significa abbandonarsi con fiducia a una storia che non conosciamo e che si svela, parola dopo parola.

Leggere significa concedersi un momento di pausa intima in compagnia di sé stessi e di personaggi e mondi che d’incanto diventano familiari. Quante volte non vediamo l’ora di iniziare quel libro per “incontrare” quel personaggio, per “vivere” quel periodo storico o per “visitare” quei luoghi?

Leggere significa viaggiare con la mente stando fermi, ma trovando anche fisicamente un luogo dove rifugiarsi, in casa propria.

Leggere significa difendere il proprio tempo per farlo, dalla vorticosa quotidianità.

Leggere significa aspettare che arrivi sera, oppure il fine settimana oppure le vacanze per avere ancora più tempo a disposizione. “Tempo “fisico” sì, ma soprattutto “spazio mentale”

Guardiamo allora questo Boy reading adventures dipinto nel 1923 da quel geniaccio di Norman Rockwell: osservate come il ragazzino è assorto, quasi risucchiato nel libro che sta leggendo. Intorno a lui, il vuoto necessario a trovare la concentrazione: non è questo ciò che anche a voi manca ora?

Viviamo un paradosso: abbiamo tempo e abbiamo silenzio, ma il varco necessario a entrare nello spazio della lettura fa fatica ad aprirsi.

La pillola Artness che vi proponiamo oggi è un  gesto semplice ma rivoluzionario in questo periodo: riaprite prepotentemente quello varco e permettete a uno o a tanti personaggi dei libri di “rapirvi” nel loro altrove.