Nella Giornata Mondiale della Madre Terra che si celebra oggi, 22 aprile, in tutto il mondo pensiamo sia utile una riflessione sulla risposta immediata e di certo non scontata che il nostro Pianeta ha dato alla pandemia che stiamo vivendo. 

La Terra ha dimostrato ancora una volta (sembra passato un secolo dai Fridays for futures di Greta, ma non è così) di essere un complesso e affascinante organismo vivente tanto quanto il nostro corpo. 

In questo momento – è un doloroso paradosso, ma non possiamo far finta di niente – i nostri corpi sono fermi ma il Pianeta respira come mai accadeva da tanto tempo. 

Chiusi nei nostri appartamenti, vediamo ad ogni latitudine, la natura “liberata” dalla presenza dell’uomo: persino per chi come noi vive in città è un dato evidente.

Gli scienziati sono riusciti addirittura a isolare la voce della Terra (si è ridotto infatti il rumore della crosta terrestre determinato dal movimento umano ed è più semplice registrare le onde sismiche). 

Questa pausa forzata, quindi, permette a noi tutti i giorni di osservare meglio l’ambiente che ci circonda e agli studiosi di effettuare ricerche prima di oggi neanche immaginabili, come quelle sul “vero” respiro della Terra (se vi interessa approfondire la questione che è davvero affascinante, leggete qui.

Ci piacerebbe che questa Giornata Mondiale della Terra stimolasse una nuova ecologia del pensiero: crediamo infatti sia necessario conservare la memoria di questo ascolto privilegiato, seppure non voluto e speriamo il più temporaneo possibile. 

Come? Vi proponiamo una pillola di Artness. 

Osserviamo insieme L’amoroso abbraccio dell’unverso, la terra (Messico), io, Diego e il signor Xòlo, un’opera che la grande Frida Kahlo dipinse nel 1949. 

Potente, vero? Forse persino fastidiosa, eccessiva, conturbante.

Eppure necessaria. 

In primo piano ci sono due abbracci: quello della Madre Terra Atzeca Chihuacoat, raffigurata in una statua in fango e pietra, e quello tra Frida e il marito Diego, ritratto come un neonato in fasce.

Tutti sono avvolti in un altro abbraccio cosmico (come vuole l’animismo tribale), che è nello stesso tempo forza concentrica e piramidale (come la teologia cristiana) ed è insieme bianco e nero (come insegna lo yin e lo yan).

Frida dipinse oltre settant’anni fa quest’opera così straordinariamente potente che oggi è più che mai attuale: ci dice che tutto è collegato, tutto è interdipendente.

Proviamo allora a fare anche noi, oggi, Giornata Mondiale della Terra, un esercizio di empatia su ciò che c’è là fuori, a tutte le latitudini. Teniamolo a mente: è una grande lezione per il futuro.